Il Castello di Miramare: una leggenda sul mare di Trieste

Massimiliano d’Asburgo Arciduca d’Austria e Carlotta, principessa del Belgio: una romantica storia d’amore che sfocia nella morte e nella tragedia che si svolge nel Castello di Miramare, una delle mete turistiche più suggestive alle porte della città di Trieste.

 

Leggenda del Castello di Miramare

Il giovane Massimiliano amava Trieste e il suo mare tanto da costruirvi uno splendido castello per portarvi la sua giovane e bella sposa. Il castello di Miramare ricalca lo stile dei castelli spagnoli ed è avvolto da un verde manto formato dal parco rigoglioso e incantevole, percorso da sentieri ombreggiati da una enorme varietà di piante originarie dalle varie parti del mondo in cui Massimiliano viaggiò.

Il castello si staglia con il suo candore sull’azzurro Mare Adriatico, ed al suo interno presenta varie stanze tutte arredate e che formavano la residenza degli sposi. Fu anche adibito a dimora del Duca Amedeo d’Aosta per sette anni.

Massimiliano e Amedeo, vissero in questo magnifico castello che viene considerato fatale per i suoi abitanti: Massimiliano morì in Messico e Amedeo in Etiopia, prigioniero.

All’interno del parco sorge il Castelletto, più piccolo ma ugualmente grazioso fortino che ospitò gli sposi durante la costruzione del castello; davanti al castelletto vasche d’acqua e meravigliose aiuole offrono uno spettacolo variopinto e profumato. Anche il laghetto dei cigni, ancora dimora di cigni bianchi e neri, è raggiungibile tramite i verdi sentieri che si snodano lungo l’intero parco mentre sul lato ovest del castello si apre un piccolo porto dal quale partì la nave di Massimiliano per il suo ultimo e fatale viaggio. Venne catturato in Messico e morì fucilato.

La sua sposa, Carlotta, distrutta dal dolore, impazzì e morì nel castelletto che era diventata la sua dimora dopo la morte del marito, forse gettandosi dal dirupo della scogliera. Una leggenda narra che dopo la morte Carlotta, “la Dama Binca”, vaghi ancora nel parco del castello alla ricerca del suo Massimiliano.

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