L’isola di Milo, la patria della Venere

Una splendida isola greca a forma di ferro di cavallo, con coste ripide e scoscese, ma ache basse e sabbiose, con spiagge di sassolini bianchi oppure rossi o gialli. Milo è un’isola delle Cicladi nata dall’esplosione di un vulcano, come Santorini che le sta accanto. E grazie alla sua natura vulcanica presenta rocce di vari colori, dal bianco abbacinante al rosso cupo, dal giallo zolfo al nero ossidiana e le spiagge, a seconda della vicinanza con queste formazioni rocciose, ne assumono i colori che poi si riverberano nelle acque marine, molto limpide e pulite.

Il porto più riparato e dove arrivano e partono i traghetti più o meno veloci, è Adamas, che si adagia lungo la parte interna del ferro di cavallo con una lunga spiaggia sabbiosa e ombreggiata da antiche piante di tamerici. Ad Adamas sono presenti moltissimi alberghi e case da affittare situati lungo le balze che si inerpicano una sull’altra per culminare con la zona della chiesa dalla splendida cupola azzurra. E bianco e azzurro è il colore dominante con le caratteristiche costruzioni cicladiche tinte a calce candida e dalle porte e finestre azzurre.

Un paesino sicuramente affascinante è Plaka, inerpicato su uno sperone e culminante con l’antico castello dal quale si possono ammirare splendidi panorami che spaziano sul mare e fanno intravedere le isole più vicine, Santorini, Sifnos e Folegados.
Una vera rarità sono i sirmata, ricoveri/casette per barche dei pescatori dai portoni e basllatoi variopinti situati sulla riva del mare che, nel periodo di alta marea, lambisce le entrate delle casette. Si trovano nei villaggi di Firopotamos e di Mandrakia, altri due veri e piccoli gioielli dell’isola.

L’isola di Milos è la patria della famosissima statua delle Venere che, però, non si trova più nel luogo di ritrovamento, vicino al quale sorge un antico teatro greco dall’acustica stupenda.

Infine ricordiamo le catacombe dove si rifugiarono i primi cristiani. Sono raggiungibili attraverso una lunga e ripida scala, dal paese di Tripiti e sono state scavate in una grotta a 150 metri sul livello del mare circondata da ulivo e tamerici, con una splendida vista sulla spiaggia sottostante.

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